Nuova incursione aerea della Cina nei cieli attorno a Taiwan
Defence & Security

Nuova incursione aerea della Cina nei cieli attorno a Taiwan

By Federico Deiana
11.29.2021

Il 28 novembre 2021 l’Aeronautica Militare della Repubblica Popolare Cinese (PLAAF) ha compiuto un’ennesima incursione aerea all’interno della Zona di Identificazione Aerea (ADIZ) di Taiwan. L’episodio in sé non rappresenta una novità, dal momento che sempre più spesso Pechino conduce operazioni di questo tipo sopra i cieli dell’isola di Formosa, che rivendica sin dal 1949. Tuttavia, nel caso del 28 novembre, si possono osservare delle specificità degne di nota.

Come spesso accade, le incursioni più significative avvengono in concomitanza con particolari eventi di rilevanza politica o diplomatica. Lo stesso giorno che il Governo della Repubblica di Cina (Taiwan) accoglieva una delegazione congiunta di Estonia, Lituania e Lettonia, nei cieli attorno all’isola volavano congiuntamente ben ventisette aerei di Pechino. Il dato è significativo perché nonostante le incursioni siano ormai abbastanza frequenti, se si osservano i mezzi impiegati si può evincere come la Cina stia compiendo ulteriori passi avanti anche nella modernizzazione delle forze aeree, potendo ormai contare su un vasto spettro di velivoli differenti per capacità e funzioni.

Dei ventisette velivoli impiegati si contano, infatti, ben diciotto caccia multiruolo (sei J-10, quattro J-11 e otto J-16) a cui vanno ad aggiungersi cinque bombardieri H-6 dotati di capacità nucleari, due aerei AEW&CS Shaanxi KJ-500, un aereo di contromisura per le comunicazioni Y-9 e soprattutto un aereo da rifornimento Y-20.

In particolare, è la prima volta che un aereo cisterna viene impiegato dalla Repubblica Popolare Cinese per questo tipo di operazioni sopra Taiwan. Le capacità di rifornimento in volo cinesi sono ancora limitate rispetto all’elevato numero di mezzi aerei a disposizione di Pechino. Solo una minima parte dei velivoli è stata infatti attrezzata con le aste necessarie al rifornimento in volo, così come solo una ridotta percentuale di piloti sembra essere in grado di compiere le delicate manovre richieste per questo tipo di operazioni, estremamente complesse da compiere. Tuttavia, i progressi sono notevoli e sono destinati a migliorare ulteriormente le capacità di proiezione aerea di Pechino. Grazie, infatti, agli aerei cisterna Y-20 il raggio d’azione dei velivoli della PLAAF risulta maggiore. Potenzialmente, la Cina sembrerebbe dunque in grado di spingersi ben oltre la prima catena di isole, anche utilizzando formazioni aeree complesse come avvenuto sopra Formosa. Inoltre, laddove, ad esempio, ci fosse uno scenario di crisi nello stretto di Taiwan, anche grazie al rifornimento in volo dei propri velivoli la Cina sarebbe in grado di eseguire pattugliamenti a medio e lungo raggio per tentare di fermare l’arrivo di supporti e rifornimenti all’isola da parte di eventuali alleati.

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