Al Boao Forum Xi Jinping cerca di rilanciare la sinergia tra Cina e Asia
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Al Boao Forum Xi Jinping cerca di rilanciare la sinergia tra Cina e Asia

By Alessia Paolillo
04.29.2022

Il 20 aprile è iniziata nella città cinese di Bo’Ao, nella provincia di Hainan, la conferenza annuale “Boao Forum for Asia 2022”. Quest’ultimo è nato nel 2001 dall’iniziativa di 25 Paesi asiatici affinché i leader dei governi, delle imprese e del mondo accademico in Asia avessero uno spazio di condivisione dedicato per discutere delle questioni di interesse regionale e internazionale. Il Boao Forum è modellato sul World Economic Forum che si tiene ogni anno a Davos, in Svizzera.

La tematica scelta per quest’anno è stata: “Il mondo nel Covid-19 e oltre: lavorare insieme per lo sviluppo globale e un futuro condiviso”. Come ogni anno, il forum è stato aperto dal discorso del Presidente cinese, Xi Jinping, che ha sfruttato il palcoscenico di Bo’Ao per rilanciare l’agenda di Pechino a livello in primis regionale. Infatti, dalle parole di Xi è emerso un forte accento sulla necessità per l’Asia di ritrovare un’unità di intenti con la quale farsi promotrice di una nuova stagione della storia internazionale. L’insorgere di nuove emergenze securitarie infatti – con un evidente, seppur tacito, riferimento alla guerra in corso in Ucraina – porta la Cina a promuovere nel contesto regionale asiatico un serio ripensamento della sua direzione di sviluppo e relazione con il resto del mondo. Dal discorso di Xi appare evidente come la Cina intenda prendere le redini dello sviluppo regionale dell’Asia in un contesto di crescente polarizzazione internazionale, seppur i richiami ad evitare una mentalità da cosiddetta “Guerra Fredda” tornino a farsi sentire con toni crescenti. Dal discorso introduttivo di Xi sembra che la Cina abbia dunque cercato di utilizzare il Bo’Ao forum nel tentativo, in primo luogo, di ribadire in questo consesso regionale la necessità di cambiare approccio, e quindi modello, alla gestione delle questioni internazionali, richiamando ad un’unità di intenti in Asia con cui Pechino spera probabilmente di allontanare le mire americane nell’area. In tal senso la sfida comune che la pandemia pone alla salute globale porta la Cina a potersi rivolgere ai Paesi più vicini fisicamente e politicamente nell’intento di costruire prospettive – sanitarie, politiche e securitarie – comuni, al fine di solidificare partnership regionali tradizionali ed evitare un possibile isolamento dovuto ad un eventuale degenerare della situazione internazionale. Xi Jinping, infatti, ha posto un’enfasi particolare sul gruppo ASEAN, ritenuto fondamentale per la crescita economica della regione, ma che negli ultimi anni è parso sempre più coinvolto nel dialogo con i Paesi occidentali, soprattutto Stati Uniti e Unione Europea, nell’ambito della competizione per l’Indo-pacifico.

In secondo luogo, il contesto del Bo’Ao forum è stato fondamentale per Pechino per difendere la propria strategia di lotta contro la coda lunga della pandemia. La politica così detta “0-covid”, infatti, ha suscitato forti perplessità sia all’interno sia all’esterno del Paese. Internamente, il lockdown imposto contro la megalopoli di Shanghai ha creato malcontento tra la popolazione, a causa delle difficoltà affrontate da circa due mesi a questa parte. Allo stesso tempo, l’atteggiamento di Pechino ha suscitato la perplessità di molti osservatori internazionali, timorosi dell’effetto che la chiusura imposta ancora alla Cina possa avere ripercussioni sulla ripresa economica generale.