Preoccupazione per il nuovo test missilistico della Nord Corea_RadioVaticana.it

Preoccupazione per il nuovo test missilistico della Nord Corea_RadioVaticana.it

02.12.2017

Alta la preoccupazione internazionale per il nuovo test missilistico messo in atto ieri dalla Corea del Nord: è stato lanciato un missile balistico a medio-raggio capace di trasportare una testata nucleare. Condanna arriva da più parti: dagli Stati Uniti al Giappone ma anche la Cina esprime critiche per la violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Questo test di Pyongyang rappresenta davvero una minaccia? Al microfono di Debora Donnini, risponde Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali:

R. – Credo di sì, non tanto per gli aspetti militari ma soprattutto per quelli politici. È un regime chiuso e in quanto tale, il rischio è che tutti i ragionamenti siano circolari e non si guardi a un aspetto più ampio. Questo rende il regime di Pyongyang estremamente pericoloso.

D. – Secondo lei non è preoccupante l’aspetto militare?

R. - Dal punto di vista militare la Corea del Nord può avere la chance di lanciare il primo colpo, ma poi verrebbe immediatamente cancellata dalla faccia della terra politicamente, perché le forze statunitensi e di una eventuale coalizione internazionale sarebbero senza alcun dubbio in grado di occupare l’intera Corea del Nord portandola ad una riunificazione con quella del Sud.

D. - Secondo lei la Cina che ha condannato questo test missilistico della Corea del Nord, può svolgere un ruolo di mediazione?

R. - Non più di tanto, perché la Cina ha la sua agenda coreana molto forte, molto chiara. Quindi più che di mediazione la Cina gioca una partita autonoma nel proprio interesse supremo. Il vero punto è quanto Pyongyang sia desiderosa di ascoltare il grande vicino del Nord.

D. – Ma la Cina può svolgere un ruolo di dialogo con la Corea del Nord?

R. - Decisamente sì. I canali tra Pechino e Pyongyang sono sempre costantemente aperti. La mia sensazione è che con il passare degli anni Pyongyang tenda ad ascoltare di meno Pechino rispetto a quanto faceva qualche anno fa.

D. - La Corea del Nord può considerarsi il Paese più chiuso del mondo. Tra l’altro si parla di feroci persecuzioni verso le minoranze religiose in particolare verso i cristiani. Davvero rappresenta un Paese isolato?

R. - Totalmente isolato così come è isolata la sua leadership. È estremamente pericoloso proprio perché parlano e discutono soltanto tra di loro.

Fonte: RadioVaticana.it

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