Libia: verso un nuovo governo per uscire dallo stallo?
Middle East & North Africa

Libia: verso un nuovo governo per uscire dallo stallo?

By Elia Preto Martini
02.03.2022

Negli ultimi giorni lo scenario politico libico è stato caratterizzato da uno scontro tra il governo di Tripoli, guidato da Abdul Hamid Dbeibah, e la Camera dei Rappresentanti di Bengasi-Tobruk (HoR). Motivo del contendere è stata la mancata nomina di un nuovo Primo Ministro ad interim all’interno del processo di transizione guidato dalle Nazioni Unite al posto dello stesso Dbeibah.

Infatti, il mandato del Premier uscente, formalmente scaduto lo scorso dicembre, è stato contestato dalla HoR e, in particolare, dal suo Speaker Aguila Saleh. Quest’organo ha quindi deciso, quasi all’unanimità, di fissare per l’8 febbraio 2022 la data utile per scegliere un nuovo Primo Ministro. La nomina di questa figura dovrebbe essere subordinata ad una giornata, fissata per il 7 febbraio, in cui i vari candidati terranno dei discorsi davanti alla Camera dei Rappresentanti. Non è ancora chiaro se Dbeibah concorrerà e se accetterà pacificamente un eventuale fine del suo mandato, specie nel caso in cui dovesse emergere con successo un qualche suo diretto competitor del fronte tripolitano. Tra i più accreditati alla carica, il nome giusto a spuntarla potrebbe essere quello di Fathi Bashagha, Ministro dell’Interno dall’ottobre del 2018 e uomo chiave in molte delle dinamiche nazionali, anche per conto di attori terzi quali la Turchia. I principali osservatori internazionali temono che questa mossa possa esacerbare il conflitto esistente tra potere esecutivo e legislativo attualmente in corso.

Questi eventi vanno comunque inquadrati all’interno del precario equilibrio politico che è stato costruito nel Paese con numerosi sforzi diplomatici. Le elezioni mai avvenute del 24 dicembre, formalmente posticipate per questioni burocratiche ma sostanzialmente caratterizzate da numerosi nodi irrisolti, politici e militari, hanno fatto riemergere alcuni dei problemi strutturali della Libia, primo fra tutti la sua frammentazione geografica, militare e tribale. La stessa HoR, eletta nel 2014, è ad oggi una delle poche istituzioni libiche riconosciute a livello internazionale, sebbene abbia perso parte della propria legittimità poiché accusato di aver supportato le forze della Cirenaica durante la guerra civile.

Oltre agli aspetti legati alla politica interna, non è impensabile che l’iniziativa intrapresa dalla Camera dei Rappresentanti possa avere impatti diretti nel deficitario processo di transizione libico. Le Nazioni Unite, i principali Paesi occidentali e alcuni membri della HoR hanno infatti espresso formalmente il loro supporto all’attuale Primo Ministro Dbeibah e all’avvio di un rapido processo elettorale, identificando in quest’ultimo passaggio l’unico strumento di legittimità per uscire dall’attuale stallo politico. Nel caso in cui la Camera dei Rappresentanti decidesse invece di nominare un nuovo Primo Ministro ad interim il rischio più grande è che la Libia possa intraprendere nuovi percorsi rispetto alla roadmap internazionale, in una fase politica ancora troppo prematura e suscettibile, quindi, ad influenze esterne ed interne. Infine, questo evento rischia di minare in maniera significativa la già deboli certezze sul processo elettorale libico, prorogato tra molte perplessità alla seconda metà del 2022.

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