Il programma Altay prosegue nonostante le incertezze con il sistema di propulsione
Difesa e Sicurezza

Il programma Altay prosegue nonostante le incertezze con il sistema di propulsione

Di Daniel Blardone
10.11.2022

Il direttore generale dell’azienda turco-qatariota BMC, produttrice dell’MBT turco Altay, ha affermato che l’esercito turco riceverà i primi due esemplari del carro da combattimento nel 2023. L’azienda prevede successivamente di realizzare 8 unità al mese per un primo lotto complessivo di 100 veicoli. La produzione del nuovo MBT turco, che andrà a sostituire gli M60 e i Leopard 2 in servizio, ha avuto un travagliato passato dovuto, tra le numerose problematiche, anche ad una serie di criticità riguardanti l’approvvigionamento di sistemi chiave, nello specifico il sistema di propulsione. BMC, dopo aver vinto un contratto multimiliardario nel 2018 relativo alla fornitura iniziale di 250 mezzi, ha dovuto ritardare la produzione in serie dell’Altay a causa del rifiuto tedesco di esportare alla Turchia i motori e le trasmissioni inizialmente integrati sulla nuova piattaforma, restrizioni imposte a seguito all’intervento turco in Siria nel 2019. Ankara ha quindi optato per una produzione in loco del sistema di propulsione, cercando contestualmente di trovare un nuovo partner tecnologico in grado di sostituire la Germania. Nel 2021 la Turchia ha siglato un accordo con la Corea del Sud per la fornitura di un numero imprecisato di motori e trasmissioni di produzione Hyundai. A seguito di un fallito tentativo di coproduzione degli stessi in Turchia, il Paese ha infine optato per l’importazione diretta delle componenti. Sembrerebbe quindi che, dopo anni di ritardi, si possa arrivare a vedere i primi mezzi di serie in servizio tra le fila dell’esercito turco nel corso dei prossimi mesi. Il programma Altay prevede un fabbisogno complessivo di 1000 unità, con una variante unmanned da sviluppare in una seconda fase.

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