Ucraina: prosegue lo stallo nel conflitto con la Russia
Russia e Caucaso

Ucraina: prosegue lo stallo nel conflitto con la Russia

Di Francesca Ferro
29.11.2023

Nella notte tra il 25 e il 26 novembre, le Forze armate russe sono tornate a colpire in maniera massiccia Kiev mediante droni Shahed-136 e 131 . I sistemi di difesa aerea della capitale ucraina hanno neutralizzato la maggior parte dei velivoli a pilotaggio remoto, limitando i danni su popolazione civile e infrastrutture civili e militari.

Il bombardamento su Kiev rappresenta un elemento ciclico nella conduzione russa delle operazioni militari il cui scopo è mantenere alta la pressione sulla popolazione e sulle istituzioni ucraine. Si tratta di attacchi dalla limitata portata operativa ma dall’alto valore simbolico, psicologico e politico.

Con l’approssimarsi dell’inverno e il conseguente peggioramento delle condizioni del terreno, nonché la crescente difficoltà di manovra delle truppe, la dinamica del conflitto tra Russia e Ucraina potrebbe tornare, verosimilmente, allo scenario di rallentamento già visionato l’anno scorso. Tutto questo all’interno di un contesto generalmente statico, caratterizzato dal sostanziale immobilismo del fronte.

AL momento, le operazioni militari continuano a concentrarsi su tre fronti principali: occidentale, sudorientale e meridionale . Per quanto riguarda l’area tra gli oblast di Kharkiv e Lugansk, le forze russe continuano l’offensiva lungo la linea Kupyansk-Svatove-Kreminna. In particolare, la prima città è soggetta a pesanti bombardamenti da quando, dopo circa 6 mesi di occupazione russa, è stata ripresa dalle Forze ucraine. La riconquista di Kupyansk rappresenta un obiettivo rilevante sia dal punto di vista simbolico che strategico, in quanto importante nodo ferroviario. Con riferimento all’aera di Donetsk, le operazioni offensive russe si concentrano vicino a Novomykhailivka, Marinka, Sjeverne e Avdiivka . Quest’ultima è considerata una delle iniziative più significative intraprese nel 2023. Nonostante le enormi perdite subite, le Forze russe si sono riorganizzate e hanno raggiunto alcuni, seppur limitati, risultati. Infatti, dopo la conquista dell’altura di Terrikon, l’esercito russo è avanzato lungo la linea ferroviaria a nord di Krasnohorivka e nella zona industriale della parte sud-orientale di Avdiivka. Questo ha causato problematiche logistiche all’esercito ucraino e potrebbe aprire uno spazio di manovra per futuri attacchi russi verso Stepove e Berdychi.

Di contro, le Forze Armate ucraine si concentrano lungo due cunei sulla sponda orientale del fiume Dnipro , in particolare a Kherson e Zaporizhzhya. Infatti, l’esercito di Kiev afferma di aver respinto le Forze russe da 3 fino a 8 chilometri in profondità dalla testa di ponte stabilita dagli ucraini sulla riva est del fiume.

Sebbene dal punto di vista territoriale, la controffensiva ucraina non abbia ottenuto i risultati desiderati, i danni infrastrutturali inflitti alla controparte sono significativi. A tal proposito, la Crimea è diventata il principale bersaglio ucraino . Le perdite russe più rilevanti riguardano un sottomarino della classe Kilo, il “Rostov-sul-Don”, due corvette lanciamissili classe Buyan-M e Karakurt, il pattugliatore “Pavel Derzhavin” e la nave anfibia della classe Ropucha, la “Minsk”. Questi attacchi vanno contestualizzati all’interno della strategia di degradazione delle capacità russe in Crimea nella quale rientrano anche l’attacco al quartier generale della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli, avvenuto a settembre scorso, e il danneggiamento del ponte di Kerch a luglio.

Parallelamente, oltre alle variabili di tipo militare, il corso attuale e futuro del conflitto va valutato sulla base delle strategie politiche dei Paesi sostenitori della resistenza di Kiev . A tal proposito, la leadership ucraina teme che il conflitto tra Israele e Hamas e il rischio del suo allagamento a tutto il Medio Oriente possa distogliere attenzione mediatico-politica e risorse dalla causa ucraina. Sebbene gli Stati Uniti abbiano più volte rassicurato Zelensky sull’essere in grado di sostenere dal punto di vista bellico e finanziario sia l’Ucraina che Israele, è indubbio che la minaccia della doppia crisi parallela potrebbe mettere a rischio gli aiuti che l’Occidente fornisce a Kiev, rendendo più difficoltosa la riuscita della controffensiva. Tutto questo considerando il fatto che, seppur con non trascurabili difficoltà, l’impianto economico, l’industria bellica e il fronte politico interno russi hanno sinora resistito alle pressioni del conflitto e alle sanzioni occidentali grazie, anche, al supporto, diretto o indiretto, di partner come India, Iran, Corea del Nord e Cina.

In conclusione, il futuro delle operazioni potrebbe essere influenzato da molteplici variabili . Elementi cruciali come l’approvvigionamento di munizioni, il sostegno degli alleati e le condizioni climatiche sfavorevoli rivestiranno un ruolo centrale nel determinare il successo o meno delle manovre militari. Inoltre, l’attuale situazione interna ucraina, caratterizzata da scandali collegati alla corruzione e divergenze tra il governo e l’esercito di Kiev, contribuisce ad accrescere instabilità e incertezza domestiche.

L’attuale fase di stallo, caratterizzata da limitati successi da entrambe le parti, potrebbe incentivare la ripresa dei negoziati diplomatici , anche se gli interessi e gli obbiettivi di Kiev e Mosca appaiono ancora lontani se non addirittura inconciliabili.

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