La Francia presenta la strategia di controllo dei fondali marini
Difesa e Sicurezza

La Francia presenta la strategia di controllo dei fondali marini

Di Aurora Cuzzolini
17.02.2022

Il 14 febbraio 2022 il Ministero della Difesa francese ha presentato una nuova strategia, volta a controllare i fondali marini. Nell’ambito di tale strategia, i francesi intendono sviluppare nuove capacità che permetteranno loro di operare a profondità fino a 6000 metri, grazie all’impiego di veicoli subacquei autonomi (Autonomous Underwater Vehicle – AUV), ossia robot subacquei senza pilota capaci di trasportare apparecchiature per il campionamento e il rilevamento come fotocamere, sonar e sensori di profondità, e l’utilizzo di veicoli subacquei gestiti a distanza, i ROV (Remotely Operated Vehicle). L’obiettivo di questa strategia è controllare i fondali marini per proteggere gli interessi strategici e le infrastrutture subacquee come i cavi di comunicazione e di trasporto dell’energia. Tale strategia sarà articolata intorno a tre obiettivi: “conoscere”, per aggiornare le attuali mappe dei fondali, “monitorare” e “agire” e quindi essere in grado di operare per compiere anche azioni di recupero di oggetti a grandi profondità.

La Francia è particolarmente interessata a operare nei fondali marini, avendo la più grande zona economica esclusiva del mondo, e la nuova strategia potrebbe rendere il Paese all’avanguardia nell’underwater, un dominio che ormai costituisce a tutti gli effetti un ambito rilevante della competizione strategica. Il ruolo chiave dei cavi sottomarini nelle comunicazioni, e allo stesso tempo la loro vulnerabilità, rende indispensabile per le Marine Militari degli Stati potenziare la loro capacità di operare in questi scenari.

Un evento accaduto soltanto un mese fa è prova di quanto il rischio di manomissione dei cavi sottomarini sia concreto. Il 7 gennaio uno dei due cavi che collegano la Norvegia alle isole Svalbard, lo Svalbard Undersea Cable System, è stato danneggiato. Sebbene questo atto non abbia intaccato la capacità di comunicazione con le isole, l’entità del danno non è stata trascurabile, e ad oggi non si è ancora riusciti a riparare completamente il cavo. Negli scorsi giorni, dalle indagini della polizia norvegese è emerso come la causa dell’interruzione del cavo sia imputabile ad un’azione umana e nonostante non ci sia stata una dichiarazione ufficiale da parte norvegese, si sospetta che la Russia sia coinvolta nel sabotaggio.

La nuova strategia francese è quindi coerente rispetto ad una tendenza generale di crescente attenzione verso il dominio sottomarino, che vede numerosi Stati investire nelle capacità subacquee di sorveglianza e di esplorazione per lo sfruttamento delle risorse minerarie nei fondali profondi e per la protezione delle infrastrutture sottomarine di comunicazione e di trasporto.

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