Attentato di Berlino: si cerca sospetto tunisino. Allerta in Europa

Attentato di Berlino: si cerca sospetto tunisino. Allerta in Europa

20.12.2016

Novità nelle indagini sull’attentato di Berlino. Un tunisino di 21 anni, secondo fonti di stampa, viene ricercato dalla polizia in relazione alla strage avvenuta nel mercatino di Natale, in cui sono morte 12 persone e 48 sono rimaste ferite, tutte falciate da un camion guidato dall’attentatore. E’ tornato, invece, in libertà il pakistano, ritenuto in un primo momento autore dell’azione. Un messaggio di fraternità e solidarietà è stato inviato da mons. Andrè Marceau, vescovo di Nizza, teatro di un sanguinoso attentato con le stesse modalità, all’arcivescovo di Berlino, mons. Heiner Koch. Intanto in tutta Europa massimo livello delle misure di sicurezza antiterrorismo. Giancarlo La Vella ne ha parlato con Gabriele Iacovino, responsabile analisti del Centro Studi Internazionali (CESI):

R. – Purtroppo siamo davanti a una minaccia poco prevedibile e, di fatto, è comunque difficile mettere in atto delle contromisure effettive: lo stesso controllo dei luoghi di aggregazione può essere efficace, ma purtroppo fino a un certo punto. Inevitabilmente, però, non possiamo stare fermi davanti a questa nuova tipologia di minaccia.
D. – Sarebbe possibile sviluppare, in qualche modo, misure di intelligence e non tanto per vedere se ci siano collegamenti diretti con il sedicente Stato Islamico, quanto per vedere se ci sono persone, i cosiddetti lupi solitari, che operano in proprio?
R. – In questi casi l’attività di intelligence ovviamente è necessaria, ma difficilmente può avere degli effetti su questa tipologia di minaccia. Anche perché si immagini quante persone dovrebbero essere impiegate per controllare un numero di potenziali attentatori che, di fatto, è poco prevedibile, perché c’è una radicalizzazione che va avanti – soprattutto attraverso il web – e che è la forza più grande del messaggio fondamentalista di Daesh.
D. – Questi attentati stanno, quindi, riuscendo nell’intento di destabilizzare la vita in Europa soprattutto in una fase come questa, di fine anno e di festività natalizie?
R. – Questo è uno dei più grandi effetti del cambiamento tra al-Qaeda e il sedicente Stato Islamico: quest’ultimo non è più un gruppo che attraverso le proprie ramificazioni cerca di fare degli attentati contro luoghi sensibili in Occidente, ma un gruppo che si fa ideologia: chiunque può raccogliere il messaggio dello Stato Islamico su Internet e su tutti quei canali di comunicazione dove questo messaggio viene diffuso.

Fonte: RadioVaticana

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