Il discorso di Xi Jinping al forum di Davos
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Il discorso di Xi Jinping al forum di Davos

Staff
21.01.2022

Lunedì 17 gennaio è iniziata la diciassettesima edizione del Forum Economico Globale di Davos. Tra i discorsi che hanno dato inizio ai lavori, si è tenuto anche quello del Presidente della Repubblica Popolare Cinese (RPC) Xi Jinping. In questo contesto Xi ha avuto l’occasione di riportare il discorso su due livelli differenti e al tempo stesso strettamente collegati tra di loro: il piano internazionale e quello interno.

Sul piano internazionale, il palco offerto dal Forum è stato centrale per ribadire ancora una volta il ruolo ricoperto dalla Cina nel promuovere il multilateralismo e una gestione cooperativa delle questioni internazionali. La lotta al Coronavirus e agli effetti della pandemia sulle economie dei diversi Paesi; il cambiamento climatico; la cooperazione in ambito sanitario, sono solo alcune delle sfide internazionali menzionate da Xi rispetto alle quali il Presidente ha sottolineato l’importanza di agire in sinergia a livello di Comunità Internazionale. L’accento posto dal leader cinese è sembrato funzionale anche a lanciare un diretto messaggio agli Stati Uniti, in un momento in cui i rapporti tra i due Paesi stanno attraversando un’ulteriore fase di raffreddamento. Significativo in questo senso, per esempio, il fatto che nell’affrontare il tema della promozione della cooperazione internazionale Xi abbia menzionato 190 Paesi, escludendo indirettamente Taiwan dal conteggio e ribadendo l’indisponibilità a mettere in discussione un dossier particolarmente caldo nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina come la One China Policy.

Sul piano interno, Xi ha sottolineato come lo sviluppo domestico della Cina la veda ancora intenta a migliorare nelle sfide alla crescita interna e al raggiungimento di un rinnovato benessere della popolazione, nonostante i tanti obiettivi già raggiunti. La menzione dei traguardi ancora da raggiungere e delle difficoltà create dalla situazione internazionale, infatti, sembra essere stata funzionale, da un lato, a giustificare il momento di oggettiva difficoltà che anche la Cina si trova ad affrontare e, dall’altro, a mettere in luce la consapevolezza del lavoro da fare e del ruolo che la leadership cinese si propone di ricoprire per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Sebbene questa scelta di tematica risulti quasi in un unicum nel modo di gestire i suoi discorsi all’estero, è possibile che Xi così facendo abbia voluto rilanciare a livello internazionale l’immagine del Partico Comunista Cinese, in accordo con la narrativa già proposta lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni del centenario della fondazione del PCC. In questo modo, Xi sembra aver voluto ribadire la funzione centrale del PCC, come unico motore in grado di garantire lo sviluppo interno della nazione. Quello che il discorso Xi lascia intendere, infatti, è che tanto i risultati raggiunti non si sarebbero potuti ottenere senza la presenza del PCC, quanto le sfide del future non potranno essere affrontate senza quest’ultimo.

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