Il Corridoio di Lobito e la competizione sino-americana in Africa centro-meridionale
Asia e Pacifico

Il Corridoio di Lobito e la competizione sino-americana in Africa centro-meridionale

Di Vanni Filloramo
20.03.2024

Il 26 ottobre 2023 è stato firmato un memorandum d’intesa tra Stati Uniti, Commissione Europea, Angola, Repubblica Democratica del Congo (RDC) e Zambia per la ristrutturazione e ricostruzione del corridoio di Lobito, una arteria ferroviaria lunga circa 1.600 chilometri e volta a collegare la località di Kalumbila, nello Zambia settentrionale, alla costa angolana, passando attraverso il sud della RDC. Il progetto, che ha un costo previsto di circa 1 miliardo di dollari, alcuni dei quali stanziati dalla Banca africana di sviluppo (AfDB) e della Africa Finance Corporation, migliorerebbe il trasporto dei minerali critici della cosiddetta Copper Belt africana (Congo Meridionale, Zambia Settentrionale) verso i porti atlantici dell’Africa meridionale. A operare la linea ferroviaria sarà un consorzio denominato “Lobito Atlantic Railway”, alla cui testa figura la società svizzera Trafigura.

Le attuali vie di comunicazione, perlopiù stradali e accidentate, sono dirette verso le coste sudafricane e il porto di Durban e incidono sul prezzo delle merci. Di conseguenza, il Corridoio di Lobito avrebbe l’obbiettivo di ridurre i tempi di percorrenza, migliorare la sicurezza e il volume delle merci e, quindi, potenziare la catena di fornitura globale. Inoltre, il rinnovamento infrastrutturale ha lo scopo accessorio di incentivare gli investimenti stranieri nel settore minerario, sia estrattivo che della raffinazione, possibilmente incrementando la quota delle aziende occidentali. Tra i soggetti più interessati ci sarebbero l’americana KoBold Metals (attiva nella miniera di Chililabombwe in Zambia settentrionale), il gruppo EMR Capitals (presente nella miniera di rame di Lubambe) e la svizzera Glencore. La creazione di supply chain di minerali critici alternative a quelle cinesi risulta fondamentale nel contesto della competizione globale per l’egemonia nel settore minerario e, di conseguenza, nella sostenibilità per la corsa alle nuove tecnologie, soprattutto quelle di efficientamento energetico e transizione verde.

Il rinnovato impegno occidentale in Africa si inserisce in un più ampio trend di rallentamento del coinvolgimento cinese nel continente. Infatti, le condizioni generali dell’economia cinese, messa in difficoltà dalla deflazione e dalla crisi del mercato immobiliare, costringono Pechino ad un ripensamento della propria strategia di influenza in Africa.

Tuttavia, la Cina è comunque in procinto di approntare una propria contromossa al corridoio. Nelle prossime settimane, infatti, è attesa in Tanzania una task force cinese incaricata di valutare le prospettive di rivitalizzazione di TAZARA (Tanzania-Zambia Railway), che permetterebbe a Pechino di controbilanciare il corridoio di Lobito sul versante orientale e di tagliare a est verso il porto tanzaniano di Dar Es Salaam.