EAU sospendono la loro partecipazione alla task force nel Golfo
Medio Oriente e Nord Africa

EAU sospendono la loro partecipazione alla task force nel Golfo

Di Claudia Ferrotti
06.06.2023

Lo scorso mercoledì 31 maggio, il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah bin Zayed al-Nahyan ha annunciato la sospensione della partecipazione dello Stato emiratino alla coalizione a guida statunitense che opera nelle aree marittime Golfo Persico e del Mar Rosso. Si tratta delle Forze Marittime Combinate (Combined Maritime Forces), una task force con sede in Bahrain e costituita dalle flotte di 38 Paesi, tra cui anche l’Italia, che si occupa principalmente di preservare e mantenere la sicurezza nell’area, con lo specifico compito di contrastare pirateria, traffico di armi e droga e terrorismo.

Nonostante sia stata annunciata solo la settimana scorsa, l’astensione emiratina ha avuto inizio circa due mesi fa, ed è avvenuta in concomitanza con le recenti confische da parte della Marina militare del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana (IRGC) di numerose petroliere e navi commerciali. Questi ultimi sequestri si inseriscono in un più ampio scenario di attacchi iraniani che continuano quasi ininterrottamente dal 2019 e sono diretti verso diversi mercantili che navigano quelle acque. Abu Dhabi avrebbe quindi deciso di allontanarsi dalle operazioni della task force al fine di sollecitare una maggiore protezione e messa in sicurezza delle rotte da parte della coalizione e degli USA, in particolar modo. Infatti, quella del Golfo Persico e del Mar Rosso è una zona particolarmente battuta da diverse rotte commerciali, soprattutto per quanto riguarda l’esportazione e il commercio del petrolio. Perciò, considerando i variegati, e talvolta opposti, interessi che si condensano in quest’area, la preoccupazione più o meno comune è quella di securitizzare le acque, proteggere le rotte commerciali e, di conseguenza, garantire corridoi sicuri agli investitori esteri.

Per giunta, quasi contestualmente all’interruzione della collaborazione emiratina, l’Iran ha dichiarato di voler creare un’alleanza navale, con fini simili a quella a guida statunitense, che raggruppi gli Stati del Golfo e che garantisca la sicurezza dell’area. La nuova coalizione includerà, oltre all’Iran, Arabia Saudita, Bahrain, Qatar, Iraq, India, Pakistan e gli stessi Emirati Arabi Uniti. Sebbene la volontà iraniana cozzi inevitabilmente con gli interessi occidentali, l’ipotesi dell’allontanamento emiratino al solo scopo di avvicinarsi alla Repubblica sciita va maneggiata con cautela: malgrado il tempismo perfetto del susseguirsi di eventi, gli EAU rimangono comunque ancora fedeli alla task force a guida statunitense e al momento non intendono abbandonarla definitivamente, così come non nutrono una totale fiducia nelle intenzioni di Teheran. Piuttosto, è più probabile che si tratti di una mossa attraverso cui gli Emirati sperano di ottenere l’aiuto degli Stati Uniti, un rinforzo concreto in termini di sicurezza. Infatti, è proprio la natura temporanea dell’astensione a conferire alla vicenda un alto valore politico, probabilmente volto a mandare un chiaro segnale di aiuto alla coalizione. Dal canto loro, gli Stati Uniti potrebbero aver perso o accantonato momentaneamente i loro interessi nel Golfo, data la loro sempre maggiore autonomia energetica, e non siano quindi motivati a intervenire.

In conclusione, nonostante gli Emirati rimangano ancora partner della coalizione a tutti gli effetti, le preoccupazioni riguardo i sempre più frequenti sequestri e le frustrazioni emerse dalla debole risposta statunitense hanno spinto lo Stato a discostarsi momentaneamente dalle operazioni della task force. La scelta di sospendere le proprie attività sotto l’egida di Washington, e il conseguente avvicinamento dell’Iran, hanno un importante valore simbolico che non va trascurato. Quella che è storicamente sempre stata una zona calda, in cui gli interessi occidentali hanno spesso prevalso, sembra ora essere stata trascurata, tanto da catturare l’attenzione di altri Paesi. Al momento, gli Emirati aspirano a un serio e concreto dialogo sulle tematiche della sicurezza e della cooperazione nell’area con Washington. L’obiettivo rimane quello di promuovere delle rotte sicure per i traffici commerciali, e potenzialmente cooperare con i partner regionali.

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