Terrorismo: beni culturali obiettivo jihadisti. Intensificare sorveglianza

Terrorismo: beni culturali obiettivo jihadisti. Intensificare sorveglianza

13.11.2016

“Per i jihadisti i beni culturali sono obiettivi di interesse strategico al pari delle persone e per quanto riguarda un attacco al patrimonio artistico italiano e europeo purtroppo non è una questione di se, ma di quando". È quanto ha detto Andrea Margelletti, presidente del Centro studi internazionali (Cesi), intervenendo a Firenze alla tavola rotonda ‘L’identità ferita’ organizzata dalla fondazione Enzo Hruby di Milano.
“Da anni il terrorismo jihadista distrugge scientemente i beni culturali in tutto il mondo - ha spiegato Margelletti - L’obiettivo di questi gruppi è di influenzare i giovani e per farlo occorre distruggere la nostra memoria storica e annullare il passato strappando le nostre radici.
Per quanto riguarda l’Italia ha detto - dobbiamo sperare che il nostro sistema di prevenzione continui a funzionare in modo efficace come ha fatto fino ad ora. Per difendere il patrimonio culturale italiano, occorrono intelligence, sorveglianza e anche tecnologia che ci mette a disposizione strumenti per monitorare in modo efficace i nostri musei, le nostre pinacoteche e i nostri monumenti”.
“Siamo a Firenze, città simbolo dei beni culturali, per parlare dei nuovi rischi a cui è sottoposto il nostro patrimonio - ha affermato Carlo Hruby, vicepresidente della fondazione - Dobbiamo essere consapevoli che tutto ciò che è testimonianza del nostro passato, della nostra cultura e della nostra identità è un obiettivo per formazioni terroristiche che cercano atti dimostrativi o vogliono usare questi beni come mezzi di scambio per denaro e armi. Ci aspetta sfida nuova e impegnativa - ha concluso - ma abbiamo tecnologie che possono aiutarci, in particolare nell’ambito della videosorveglianza e dell’analisi video”.