Francia, Margelletti (Ce.S.I): "Oggi jihadisti puntano a divenire un soggetto politico"_IntelligoNews

Francia, Margelletti (Ce.S.I): "Oggi jihadisti puntano a divenire un soggetto politico"_IntelligoNews

20.04.2017

La Francia torna torna ad avere paura. Dopo l’attacco di ieri sera agli Champs Elysées in cui è stato ucciso un poliziotto dai colpi di arma da fuoco di un terrorista, anch’egli morto nello scontro a fuoco con gli altri agenti. Ovviamente, dopo le notizie secondo le quali l’uomo era già attenzionato e segnalato come radicalizzato, si è riaperta la polemica sulla sicurezza e sulla prevenzione. Tutto questo mentre la Francia si prepara al voto per le presidenziali di domenica, con tutti i candidati che si battono sul filo di lana, molti si interrogano sul possibile impatto di questi fatti sulle elezioni. Chi ci guadagna in termini elettorali?

Il commento ad IntelligoNews del prof. Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I) ed esperto di geopolitica.

Che idea si è fatto dell’attacco di ieri a Parigi?

‘‘I movimenti jihadisti e in particolare il Daesh puntano a divenire un soggetto politico. Lo sono di fatto nelle loro aree di presenza, ma lo vogliono diventare anche in Europa, attraverso l’influenza e il cambiare pacchetti di voti. Questo è quello che è successo. Per far questo non ci vuole la telefonata da Raqqa, ma basta quello che si vede su tutti i siti, ovvero che ‘se non sei in grado di fare il jihad lì, allora fallo a casa tua’. L’interesse dell’Isis, ed è strategico, è quello di far sì che ci sia uno spostamento di voti sui partiti anti-islamici, populisti ed anti-europei, coloro che dicono ‘se noi ci dimentichiamo di loro, magari loro si dimenticano di noi’. La cosiddetta area del disimpegno, per capirci. Perché in questa fascia dove si allargano le differenze e dove di colpo scopriamo che non ci sono italiani, ma italiani cristiani, musulmani e via dicendo, loro entrano e lo dicono tutti i giorni. E non ci vuole, per far questo, un manipolo di arditi. Ecco, questo è quello che è successo ieri sera’’.

Ovviamente, come sempre in questi casi quando si legge che l’individuo era stato segnalato come radicalizzato, è partita la polemica sui controlli e sulle norme. Sono da modificare? Oppure il problema è un altro?

‘‘Mi consenta di essere estremamente chiaro: le persone attenzionate, non solo in Francia ma in tutta Europa e negli Usa, sono migliaia. Non bastano le polizie di tutto il mondo per seguirli tutti: per seguire una persona con efficacia ce ne vogliono venti. Prendiamo ad esempio i fatti di Londra; l’attentatore, che viveva a Birmingham, era assolutamente conosciuto ed era seguito quotidianamente, diciamo, da cento poliziotti di Scotland Yard. Questo signore, ad un certo punto, scende e sale in macchina: che si fa lo si arresta per guida in stato di jihadismo? E se va a fare la spesa? Il pedinamento, questo va chiarito, serve a far capire cosa fa un elemento, non a fermarlo. Per arrestare una persona ci vuole una motivazione, perché se è attenzionato ed è a piede libero non ha commesso reati o se ne ha commessi avrà scontato la pena. Su questo dobbiamo essere chiari: diciamo che tutti i convertiti, perché ad esempio questo lo era, devono andare in campi di concentramento, che coloro che sono stati arrestati per reati legati al jihadismo devono stare tutta la vita in galera, che se uno scrive viva l’Isis su Facebook lo stesso perché nessuno mi può garantire che domani non premerà l’acceleratore? Vogliamo fare questo? Vogliamo creare campi di concentramento con milioni di persone? Siamo sicuri che non si creerà qualche problema? Io, lo dico chiaramente, sono stufo di chi dice che è colpa della polizia e dei servizi segreti per cinque minuti di notorietà. Mi rendo conto di dire cose diverse da molti, ma la realtà è fatta di buon senso. Nelle settimane scorse mi sono massacrato con moltissimi giornalisti che mi chiedevano sulla superbomba in Afghanistan, mentre la notizia era che lì c’è l’Isis. In questo tanta responsabilità ce l’ha anche la stampa’’.

Che effetti avrà sul voto in Francia? Le Pen ci guadagna oppure no?

‘‘Ci guadagna, certamente sì. Perché oggi Fillon ha fatto una conferenza stampa in cui mette i movimenti dell’Islam radicale, parlando di Isis ovviamente, al centro delle sue tematiche. È ovvio che ci guadagni, perché non si può fare finta di niente. E quindi, di colpo, l’Isis diventa un soggetto della campagna elettorale’’.
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Oggi il nostro direttore scrive che, comunque andranno le elezioni il consenso anti-UE sarà prevalente. Lei come la pensa?**

‘‘Io non credo che sia una questione di anti-UE, perché se la UE non si modifica è destinata a morire da sola. Il problema è che fa di tutto per suicidarsi. E si può salvare soltanto se cambia rotta. Se mi consente faccio un esempio: il Titanic è affondato per colpa dell’iceberg o perché andavano troppo veloci su una rotta rischiosa? L’iceberg fa il suo mestiere, non puoi chiedergli di mettersi di lato o di spostarsi’’.

Fonte: IntelligoNews