Transizione incompiuta e nuovi equilibri regionali: la Siria di al-Sharaa tra sicurezza, influenza esterna e prospettive di stabilizzazione

Transizione incompiuta e nuovi equilibri regionali: la Siria di al-Sharaa tra sicurezza, influenza esterna e prospettive di stabilizzazione

Di Alessio Stilo
09.03.2026

La caduta del regime di Bashar al-Assad ha aperto in Siria una fase di transizione complessa, segnata da fragilità istituzionali, competizione tra attori esterni e difficoltà nel ricostruire un’autorità statale pienamente legittima. La situazione politica e di sicurezza è caratterizzata da un mosaico di organizzazioni armate, persistenti tensioni settarie e istituzioni ancora deboli. Nella cornice regionale è emersa la crescente rivalità tra Turchia e Israele, le cui proiezioni strategiche sul territorio siriano contribuiscono a ridefinire equilibri militari e zone di influenza. Un ulteriore livello di analisi riguarda il ruolo delle monarchie del Golfo, impegnate a sostenere la stabilizzazione e a orientare la ricostruzione economica, e quello degli Stati Uniti, ancora centrali nella gestione del dossier curdo e nel contrasto alla minaccia jihadista. L’Unione Europea emerge invece come attore prevalentemente economico-normativo, che impiega aiuti, condizionalità politica e sostegno alla resilienza istituzionale invece che una presenza militare diretta. Tra le principali sfide per il governo guidato da Ahmed al-Sharaa rientrano: la ricostruzione dello Stato, l’integrazione delle comunità curde e in generale la gestione delle minoranze, il rilancio economico e la ricerca di un equilibrio tra riconoscimento internazionale e sovranità decisionale. Ne risulta l’immagine di una Siria ancora in bilico tra stabilizzazione e nuova competizione geopolitica.

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