La giunta del Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia
Africa

La giunta del Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia

Di Lavinia Sabelli
08.07.2026

Il 26 giugno scorso, il governo ad interim del Burkina Faso ha annunciato di aver interrotto le relazioni diplomatiche con la Francia, affermando che non sussistono più le condizioni per mantenere un rapporto basato sulla fiducia reciproca e sul principio di non ingerenza negli affari interni. Tuttavia, le tensioni tra i due Paesi non sembrano essere l’unico fattore che spiega l’interruzione dei rapporti diplomatici.

Infatti, da diversi anni, le relazioni tra Ouagadougou e Parigi vivono un costante deterioramento, di cui è un calzante esempio il ritiro dell’ambasciatore francese, avvenuto nel gennaio 2023. Quindi, se da un punto di vista estero la decisione burkinabè rappresenta l’apice di tensioni già mature, il fattore che è veramente mutato riguarda il fronte interno.

Il Burkina Faso si trova a dover affrontare una grave crisi securitaria, caratterizzata dalla persistente attività di gruppi terroristici di matrice jihadista, come Jamaʿat Nuṣrat al-Islām wa-l muslimīn (JNIM), e il wilayat saheliano dello Stato Islamico. Le esigenze di sicurezza e stabilità scaturite da questa situazione hanno portato la società civile ad accogliere favorevolmente presa del potere dell’attuale giunta, guidata dal Capitano Ibrahim Traoré.

Tuttavia, il mancato raggiungimento degli obiettivi securitari promessi ha creato una diminuzione dei consensi. Tra i fattori che hanno intaccato la credibilità della giunta in questo senso, vi è sicuramente l’interruzione della collaborazione militare con attori occidentali per virare verso altri, tra cui la Federazione Russa. Tale collaborazione non risulta per nulla efficace, gli Africa Corps non riescono infatti a portare risultati concreti alla lotta contro le organizzazioni terroristiche che, specialmente nelle regioni nord-orientali, consolidano il controllo sul territorio.

Contestualmente al progressivo calo di popolarità, la giunta ha intensificato le restrizioni alle libertà civili nel tentativo di reprimere il dissenso interno, ad esempio sciogliendo i partiti politici e adottando una nuova costituzione che abbandona l’ipotesi di transizione democratica. Tali misure stanno contribuendo ad alimentare le tensioni sociali, che nell’ultimo mese hanno raggiunto livelli particolarmente elevati.

In conclusione, le difficoltà che la giunta militare sta affrontando sul fronte interno, suggeriscono che la decisione di interrompere le relazioni diplomatiche con la Francia può essere interpretata come un tentativo di ricompattare l’opinione pubblica presentando come un successo di Traoré il definitivo allontanamento dall’ex potenza coloniale.